

S: Signor Kaulitz, è diventato una star a quindici anni e vive da cinque in uno stato d'emergenza permanente. Guardando indietro, cosa prova?
B: I primi anni sono stati euforici. Non dovevamo più andare a scuola, perchè veniva assediata di continuo, e questo l'ho trovato naturalmente magnifico! Potevamo fare quello che volevamo, ma c'era anche un'altra faccia: ricordo che volevo festeggiare il mio sedicesimo compleanno, ma purtroppo dovetti fare interviste. Abituarsi a tutto questo, aumentare/sviluppare la disciplina era abbastanza faticoso ed impegnativo.
S: Due anni fa ha perso la voce ad un concerto e ha dovuto essere operato. Ora va di nuovo in tour con la sua band, con trentadue concerti in diciannove paesi. Quanta paura ha ancora che possa risuccedere?
B: Porto questa paura sempre con me, non mi lascia mai. Ho fatto altri concerti da allora, andrà bene.
S: Quella volta ha pensato che avrebbe anche potuto non cantare più?
B: A volte sì. Tutta la mia vita si basa sulla mia voce, quindi quel periodo è stato davvero orribile. Me ne stavo da solo nella mia camera d'albergo a Berlino, mentre la band era a Barcellona che aspettava il mio ritorno per continuare il tour. Non riuscivo più a parlare, non emettevo alcun suono. Non potevo neanche uscire dalla porta, perchè l'hotel era assediato dai paparazzi. Mi sentivo così impotente! Il tour alla fine è stato interrotto. Sono felice che sia tutto finito e che me lo sia lasciato alle spalle.
(Didascalia foto pag.132: Il sesso con le groupie mi dà fastidio. Sono un romantico.)
S: I Tokio Hotel sono stati visti come un semplice gruppo per giovani di breve durata, invece siete sulla strada giusta per diventare star mondiali. E' una soddisfazione per Lei averlo mostrato ai critici?
B: Questo punto me lo sono lasciato alle spalle. Già con il secondo album era importante per me che mostrassimo di non essere meteore. Adesso è stato messo in chiaro.
S: Avete suonato a Parigi, su invito del Presidente, davanti a circa 500.000 persone. Cosa prova in quei momenti?
B: Sono terribilmente agitato prima dei concerti; mi viene un nodo in gola, il cuore batte all'impazzata e mi tremano le mani. Quando sono sul palco, invece, accade tutto come se fossi in trance. Più tardi non ricordo nemmeno quello che ho fatto! Mi viene tutto naturale.
S: E' perennemente osservato, anche attraverso i paparazzi. Per Lei è positivo o inaccettabile?
B: Non posso vivere con questa popolarità, ma neanche senza. Ci sono giorni in cui non vorrei altro che bighellonare per strada senza essere osservato, ma cosa posso farci? Se Bill Kaulitz fosse un impiegato davanti ad un computer, diventerei matto. Io faccio quello che so fare meglio: stare su un palco ed intrattenere le persone. Quando in tv vedo un programma dove vengono assegnati premi musicali e i Tokio Hotel non ci sono, mi agito, divento nervoso. Voglio esserci sempre, voglio sempre essere al top. Questo è il mio impulso più profondo e che mi tiene unito.
S: La sua band polarizza le masse. Si detesta o si osanna...
B: ... E deve anche essere così. Sarebbe peggio per me se fossi indifferente per le persone. I Tokio Hotel devono suscitare forti emozioni. Certo, potrei anche vestirmi normalmente e non così appariscente, ma non sarei me stesso.
S: Esiste solo il Bill artificiale?
B: Non è che alla mattina mi spaventi guardandomi allo specchio, è che il Bill truccato è semplicemente più vicino a me. Non sono, però, un personaggio, come molti pensano. Chi guarda le mie foto da piccolo si accorgerà che sono sempre andato in giro così.
S: E' cresciuto con suo fratello gemello Tom in un piccolo comune ("di settecento anime") vicino a Magdeburgo.
B: La mia infanzia è stata una vera e propria battaglia. Quando alla mattina salivo sullo scuolabus, sapevo che la metà (dei ragazzini, NdT) avrebbe riso di me e che l'altra metà mi avrebbe insultato. Mio fratello Tom ed io ci sentivamo come extraterrestri sul pianeta sbagliato. Alcune volte il nostro patrigno veniva a prenderci alla fermata del bus con una mazza da baseball e con il nostro cane, in modo tale che non venissimo picchiati.
S: Ha anche cercato la provocazione?
B: Naturalmente! Non mi sono mai reso le cose facili, volevo provocare. Mi faceva un immenso piacere quando alla mattina, entrando a scuola, la metà dei miei compagni si voltava per guardarmi. So che può sembrare strano e malato, ma era così. Non potrei mai vivere con l'idea di piacere a tutti, perchè sono cresciuto per polarizzare le persone.
S: L'odio, che le si è ritorso contro all'inizio della carriera, l'ha sorpresa?
B: Oggi, quando guardo delle nostre vecchie registrazioni, mi sorprendo, sì. Eravamo così giovani, innocenti e con ancora il viso da bambini, eppure c'era questo grande odio verso di noi. Non sono stato insultato solo una volta come "finocchio", ma oggi non posso che divertirmi a riguardo. Posso capire che alcune persone abbiano questa impressione, ma mi meraviglio di più che tutt'oggi ci siano ancora dei giornali che ci scrivino articoli su questo. La gente si deve annoiare a morte.
S: Forse è dovuto anche al fatto che non si mostra mai in compagnia di una ragazza?
B: Già, questa è una grande mancanza nella mia vita. E' da quando avevo quattordici anni che non mi innamoro. E' difficile per me fidarmi delle persone. Potrà anche sembrare un cliché, ma cerco una ragazza che possa essere la mia anima gemella ("con cui avere un'affinità di/tra anime", NdT). Sono un romantico e aspetto il grande amore. Ma se una ragazza ad una festa mi dicesse "Ehi tu, ti ho già visto da qualche parte, non ti piace la musica?", potrei anche vomitare! Chiudo completamente, ma non saprei nemmeno dire come mi si possa rivolgere la parola.
S: Suo fratello Tom, invece, ha un approccio disinvolto con le fan. Lo invidia per questo?
B: Certamente! Invidio tutti quelli che sono così disinvolti! Prima Tom andava a tutti gli after-party per rimorchiare le ragazze, mentre io me ne stavo a letto in albergo. Il sesso con le groupie mi disgusta. Se le ragazze fanno la ressa per me solo per apparire su un giornale, lo destesto profondamente. Tom è diverso, ma a volte, quando mi piace una ragazza, gli chiedo persino di instaurare un contatto (con lei, NdT), di telefonare o di scrivere un sms. Sappiamo tutto l'uno dell'altro.
S: Quant'è grande il timore che una ragazza venda tutto alla stampa il giorno dopo?
B: Questo è sempre messo in conto. Sappiamo che può succedere, così formuliamo gli sms alle ragazze sempre dicendo che dovremmo vivere con una possibile pubblicazione.
S: E' ancora possibile per Lei avere una vita normale in Germania?
B: Per noi la Germania è come una gigantesca casa del Grande Fratello: la gente ci osserva sempre! E' da quando avevo quindici anni che c'è sempre qualcosa sui giornali, ogni giorno. Qui noi siamo sempre cibo per le colonne di gossip. All'estero è un pò diverso: là siamo visti come musicisti e non come personaggi da strada.
S: Come mai non va all'estero come le altre star?
B: Mi piace la Germania. Qui vive la mia famiglia, questa è la mia casa. Qui vivo insieme ai miei quattro cani e a Tom in una bella e grande casa. Quando qui chiudo la porta, ritrovo la mia tranquillità. Non me la sento di voltare le spalle alla Germania.
S: Abbiamo l'impressione che Lei sia più apprezzato all'estero che qui da noi.
B: Qui non c'è più nessuno che ascolti la nostra musica senza pregiudizi. C'è stato anche un sondaggio in tv: in una zona pedonale veniva suonata la nostra musica, senza che la gente lo sapesse, e la maggior parte è rimasta entusiasta. Quando, però, gli veniva detto che erano i Tokio Hotel, molti storcevano il naso. Questo dice tutto!
S: Alcuni mesi fa il suo collega Gustav è stato colpito in testa con una bottiglia di birra mentre era in discoteca. Teme gli attentati?
B: Credo che mi possa succedere. Ci sono state situazioni in cui le nostre guardie del corpo hanno dovuto allontanare dal tappeto rosso persone che nascondevano un coltello e che si fingevano fan. Ogni spostamento in aereoporto diventa stressante per me. Tengo la testa bassa e respiro a fatica. A volte mi guardo dall'esterno e penso "Ehi Bill, divertiti!" Ma non funziona.
S: Come si diverte in privato?
B: Prima andavo qualche volta in locali, volevo stare in compagnia. Pensavo che potesse andare, ma non appena mi trovavo dentro, dovevo mettermi a sedere in un angolo bloccato ed essere evitato dalla gente, che teneva i cellulari sopra la barriera e faceva foto, come se fossero allo zoo. Riesco davvero a divertirmi solo quando sono lontano da tutti e tutto. Recentemente io e Tom siamo stati alle Maldive, ma siamo stati scoperti da un paparazzo.
S: Di recente è anche apparso come modello alla settimana della moda milanese. Come ci è arrivato?
B: Era un sogno privato, che ho soddisfatto. Già a sette anni mi compravo t-shirt a buon mercato, jeans e camicie e mi creavo la mia moda personale. Quando sarà il momento, farò anch'io qualcosa nel campo della moda, ma lo farò bene, non solo come "qualcosa in più".
S: Cosa risponde all'affermazione che sarebbe anoressico?
B: Mi annoia. Mostrate delle mie foto di cinque anni fa oppure di altre vacanze passate; vedrete che ero magro anche allora, come oggi. Sono sempre stato così.
S: Suo fratello Tom ha detto che all'età di tredici anni avete assunto pasticche colorate, fumato (hashish o marijuana, NdT) e bevuto alcolici. Come vive oggi da astinente?
B: Ho una completa paura della perdita di controllo, le droghe non hanno alcuna possibilità con me. Ho provato molto prima (quando era più piccolo, NdT), ma ora può essere benissimo lasciato (indietro). Non potrei mai fare un concerto, se prima assumessi qualcosa! Impensabile!
S: A vent'anni ha conosciuto tante persone famose. Chi l'ha colpita di più?
B: Jay-Z è venuto a sorpresa ad un nostro concerto a LA. Dopo abbiamo mangiato qualcosa insieme, è stato molto bello! Anche Karl Lagerfeld mi ha molto colpito. Può sembrare stupido, ma credo che io mi troverei bene anche con Britney Spears! Negli ultimi hanni abbiamo avuto una vita simile e avremmo sicuramente molto da raccontarci.
S: E' vero che è anche un fan di Angela Merkel?
B: Sì, Angela Merkel mi piace molto. Nell'ultimo periodo è stata criticata molto spesso, ma devo dire che ho sempre avuto una grande fiducia in lei. Credo in lei.
Traduzione by Schneeflocke
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