Mxpress.eu: Sociologia di una generazione

venerdì 19 novembre 2010

Il fenomeno “Tokio Hotel” nasce nel lontano 2005 quando quattro ragazzi tedeschi di soli 16,17 e 18 anni fanno capolino nei più grandi stati Europei facendosi ascoltare a suoni di pop-rock! Più di 2 milioni di copie dei loro CD sono andati a ruba, per non parlare dei DVD venduti in tutto il mondo, dischi d’oro e di platino, premi ad eventi mondiali come gli “MTV Ema” ed i “Comet”. Insomma da circa cinque anni i Tokio Hotel fanno impazzire milioni e milioni di fan! Ma approfondiamo il discorso e cerchiamo di capire qual’ è il fattore tanto irresistibile di questa band e come mai vengono seguiti da un determinato campo di persone ma allo stesso tempo criticati da altri coetanei.
Innanzitutto c’è da dire che i componenti della band (Bill e Tom Kaulitz, gemelli e rispettivamente cantante e chitarrista della band, Georg Listing al basso e Gustav Schafer alla batteria) sono molto giovani e questo li penalizza forse per quanto riguarda gli ammiratori, poiché fanno breccia nei cuori dei più piccoli, ma spesso non riescono a colpire un pubblico più adulto. Oltre a questo, però, anche le tematiche delle canzoni sono messaggi che riguardano per lo più una fascia ristretta di persone. Molti di essi fanno riferimento a situazioni tipiche adolescenziali, come l’amore, la famiglia e l’amicizia. Altri invece affrontano problemi e situazioni sociali forse fin troppo seri e profondi per una band di ragazzini. Certo sono da apprezzare canzoni come “World behind my wall” e “Ready, set go” che trasmettono ai fan la forza, l’energia e la libertà repressa nel periodo della caduta del muro di Berlino. Perché affrontare questo tema? Semplice, i gemelli della band, se non leader, sono nati il 1 Settembre del 1989 in Germania, ovviamente. I due ragazzi infatti sono tanto affascinati e interessati all’argomento che si sono sentiti in dovere di scrivere qualche pezzo su quella situazione, non troppo lontana, che loro, per fortuna, non hanno fatto in tempo a vivere.Bill Kaulitz ha addirittura un tatuaggio con la scritta “Freiheit 89” che letteralmente significa proprio “Libertà nell’ 89”. Altre tematiche interessanti sono la speranza, la capacità di vivere ogni attimo della propria vita al meglio, la povertà dei bambini nel terzo mondo e anche il suicidio, ovviamente messo in risalto in maniera negativa. Per quanto riguarda quest’ultimo argomento, la canzone si intitola “Don’t Jump” (Non saltare) che appunto invita a non essere impulsivi (caratteristica primaria dei più giovani) e a riflettere prima di agire. Il fenomeno dei Tokio Hotel è molto complicato. Sono criticati per la loro immagine troppo egocentrica ed il look androgino del cantante che a volte spaventa i conservatori. Spesso si sono trovati in situazioni assurde come testimonia l’episodio dello scorso anno nel quale il batterista fu picchiato con una bottiglia di vetro fuori ad un pub in Germania… Tutto ciò proviene da un pregiudizio che implica la ristretta età dei fan della band. Pregiudizi? Età? Tematiche? Tutto può far cambiare idea alla gente, ed infondo sono anche i gusti di ognuno di noi che scendono in campo, ma credo che se chiunque di noi si fermasse anche solo due minuti a leggere un testo di una qualsiasi canzone dei Tokio Hotel rimarrebbe sorpreso di come quattro ragazzini giovani ed immaturi possano fare grandi cose.


Fonte:Mxpress.eu

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