Primo concerto in Brasile, le grida di 5.000 fan coprono il suono dei Tokio Hotel

venerdì 26 novembre 2010

La band tedesca di pop-rock ha suonato in Via Funchal, a San Paolo martedì 23.
Lo spettacolo è durato un'ora e mezza e ha seguito la setlist del CD/DVD "Humanoid City Live".



Precisi come un quartetto di robot, per restare nel campo delle metafore futuriste che è l'immagine del processo creativo della band, i Tokio Hotel si sono esibiti per un'ora e mezza davanti a 5.000 fan entusiasti - la maggior parte ragazze tra i 10 e i 15 anni.

La band tedesca non ha deviato neanche un minimo dal suo ultimo album live, con il momento clou nell'esibizione al piano (in fiamme) e la piacevole voce [di Bill] nella ballata "Zoom into me". La canzone è stata suonata prima del bis, con soltanto i gemelli Kaulitz sul palco: il cantante Bill e il chitarrista-tastierista Tom.


Prima del fuoco, c'è stato un invito che tutti conoscevano già. "Ne è valsa la pena venire qui, siete pronti a divertirvi?", ha chiesto Bill, presentando la Humanoid City. La metropoli futurista da il nome all'album in studio lanciato nel 2009 e al DVD/CD live che furono lanciati a giugno di quest'anno.

Alle 22.15 la tenda bianca, che nascondeva il palco, si è alzata e ha mostrato i musicisti uno ad uno, dal batterista al cantante. Durante i primi versi, solo la voce del cantante di 21 anni lottava con le grida dei suoi fan, per poi apparire anche la sua figura. Con un'acconciaturra ben domata (lui dice che non ci mette più di 5 minuti per prepararsi), Bill ha presentato una città meno prodigiosa, rispetto a ciò che si è visto nel DVD. La versione tascabile della metropoli ha [comunque] convinto con il semplice palco e i grandi schermi, dove si potevano vedere tenebrose immagini di distruzione, raggi laser, enormi edifici e qualunque tipo di ferraglia elettronica.


La mancanza di sorprese non si è portata via lo splendore di questo spettacolo, è ovvio. Sicuro della sua performance vocale, Bill è rimasto vestito per tutto lo show come se fosse un giocatore di football americano, pieno di cose luccicanti che pendevano. Il cantante ha lasciato il palco 6 volte per cambiare il suo outfit. Fare il bucato con con un albero di Natale luminoso non è roba da tutti. E non solo, perchè ha anche dedicato "Alien" a "tutti quelli che qualche volta nella vita si sono sentiti strani". Lontano dall'essere l'inno di autoaffermazione pre-adolescenziale, "Hey You" ha portato un testo meno intenso, un arrangiamento epico e le fiamme nel finale. Le fiamme ben sincronizzate hanno adornato anche "Dark side of the sun", ultima prima del bis.


Ma anche con la difficile "Break Away", canzone che ha dato molto lavoro al batterista Gustav Schäfer, la band è riuscita a coprire le grida del suo esercito di fan. In "Pain of love" Bill ha passeggiato su una piccola e poco usata passerella che divideva l'area VIP in 2, cosa che ha causato ancora più confusione. Perciò in seguito ci è ritornato solo altre 2 volte.


Seduti hanno suonato "Phantomrider", in un arrangiamento con batteria, basso e chitarra. Sempre sugli sgabelli è arrivata "la parte migliore dello show", secondo Bill. "Abbiamo un piccolo rituale in questo tour.", ha annunciato. Dopodichè, hanno lasciato giù gli strumenti e hanno applaudito il pubblico, che si è zittito (un po') per 15 secondi. Dopo questo momento di tranquillità il cantante dei Tokio Hotel è scomparso ancora una volta, per riapparire in un punto più alto del palco.

A questo punto compare su una moto, durante "Dogs Unleashed", seguita da "Love and Death", "In your Shadow" e l'orecchiabile "Automatic". Non c'è bisogno di nessuna modifica: dalla setlist ben organizzata alla pioggia di coriandoli verdi fatti cadere sulle teste dei fan già senza fiato in "Forever Now", i Tokio Hotel sono una macchina per guadagnare soldi. E per costruire inni teen.
Fonte
Traduzione:THOIF

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